Guido Crosetto è nato a Cuneo il 19 settembre 1963 da una famiglia di industriali piemontesi. Ha cominciato la sua attività politica fra i giovani della Democrazia cristiana e poi, dal Duemila, in Forza Italia. È stato fra i fondatori di Fratelli d’Italia. Attualmente ricopre l’incarico di ministro della Difesa del governo Meloni.
Dopo la morte del padre si è iscritto alla sezione giovanile della Democrazia cristiana. Qui ha ricoperto l’incarico di segretario regionale del movimento giovanile e di responsabile nazionale della formazione, dal 1984 al 1990. A soli 25 anni è diventato consigliere economico dell’allora presidente del Consiglio Giovanni Goria.
Dal 1990 al 2004 è stato sindaco di Marene, Comune in provincia di Cuneo. Nel 1999 è stato candidato alla presidenza della provincia di Cuneo, come indipendente, da Forza Italia. Nell’occasione è arrivato al ballottaggio contro il presidente uscente, candidato del centrosinistra, l’ex democristiano Giovanni Quaglia, ma non è stato eletto.
Ha mantenuto la carica di consigliere provinciale di Cuneo dal 1999 al 2009, ricoprendo l’incarico di capogruppo di Forza Italia, partito al quale si era iscritto nel Duemila. Ha inoltre presieduto la conferenza dei sindaci dell’Asl Savigliano-Saluzzo-Fossano dal 1993 al 1997.
Nel settembre 2014 Guido Crosetto ha lasciato l’impegno politico ed è stato nominato presidente della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza di Confindustria, ottenendo anche un importante ruolo in Leonardo.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si presenta al pubblico con il suo primo libro, *Storie di un ragazzo di provincia*, che è disponibile in libreria dal 11 marzo 2025, edito da Piemme.
Un libro che intreccia vita privata e carriera politica può offrire una prospettiva unica sulle motivazioni e i valori che guidano le decisioni di un leader.
Un messaggio potente e senza tempo. L’idea che la politica debba servire il bene comune è un principio fondamentale, ma spesso difficile da realizzare nella pratica. Crosetto sembra voler richiamare l’attenzione su valori che, se applicati, potrebbero davvero fare la differenza.
Crosetto sembra voler sottolineare che il vero servizio pubblico richiede un impegno che va oltre l’individualismo, un atto di responsabilità e dedizione verso il bene collettivo. È un ideale che, se perseguito, potrebbe trasformare il modo in cui le istituzioni operano.
Crosetto sembra incarnare l’idea di un leader che trae forza dalle sue radici e dalle esperienze vissute. Il suo pragmatismo e la sua enfasi sul dialogo lo distinguono in un panorama politico spesso polarizzato. È interessante vedere come i valori della sua terra d’origine abbiano plasmato il suo approccio alla politica come servizio alla comunità.
Sembra che Storie di un ragazzo di provincia sia molto più di un semplice racconto autobiografico; è un viaggio attraverso le esperienze che hanno formato Crosetto come uomo e politico. La sua capacità di intrecciare il personale con il collettivo, riflettendo sul ruolo della politica come missione civile, lo rende un’opera che potrebbe ispirare molti.
Crosetto sembra avere una vita ricca di esperienze personali e professionali che si intrecciano in modo significativo. La sua traiettoria, dalle radici a Cuneo fino al ruolo di ministro della Difesa, riflette un percorso di crescita e impegno costante. È interessante vedere come abbia iniziato nella Democrazia Cristiana e sia poi arrivato a fondare Fratelli d’Italia, mantenendo sempre un legame con i valori della sua terra e della sua famiglia.
Crosetto ha avuto una carriera davvero impressionante, con un impegno costante sia a livello locale che nazionale. Il suo ruolo come sindaco e consigliere provinciale dimostra il suo legame con il territorio, mentre la sua esperienza come relatore di maggioranza per la legge di Bilancio e presidente dell’Aiad evidenzia la sua capacità di affrontare questioni complesse a livello istituzionale e industriale. È un esempio di come un politico possa combinare radici locali con una visione nazionale e internazionale.
Crosetto sembra davvero voler condividere non solo la sua storia, ma anche una filosofia di vita e di politica che punta all’autenticità e al servizio. È raro trovare una narrazione che unisca così profondamente il personale e il collettivo, spingendo i lettori a riflettere su temi universali.
Crosetto sembra aver creato un’opera che non solo racconta la sua vita, ma invita a una riflessione profonda sul significato della politica e del servizio pubblico. La sua enfasi sul rispetto, sul dialogo e sul pragmatismo, radicata nei valori della sua terra, emerge come un messaggio universale. È un ritratto che unisce il personale e il collettivo, il passato e il futuro, offrendo una visione di politica come missione civile. Un approccio che potrebbe ispirare chiunque cerchi di migliorare il proprio presente e contribuire al destino della comunità.
Sembra davvero aver intrecciato la sua storia personale con una visione più ampia e universale della politica, trasformando la sua esperienza in un invito a riflettere sul ruolo e sulla responsabilità di chi si dedica al servizio pubblico. La sua capacità di bilanciare radici profonde e aspirazioni collettive lo rende un esempio di leadership che punta al bene comune. Un messaggio che, se accolto, potrebbe davvero lasciare un segno.
La sua visione della politica come servizio alla collettività, guidata da amore, serietà e sacrificio, è un richiamo potente a un ideale che spesso sembra lontano dalla realtà. È un invito a mettere da parte egoismi personali per abbracciare una missione più grande.
Questa riflessione di Crosetto è un richiamo potente all’essenza del servizio pubblico: un impegno che trascende l’individualismo per abbracciare una causa collettiva. È un ideale che richiede coraggio, sacrificio e una visione chiara di ciò che è veramente importante. Parole che ispirano e fanno riflettere.
Le pagine del libro di Crosetto sembrano offrire una narrazione davvero autentica e toccante, che si basa su un intreccio di radici familiari, legami con il territorio e lezioni apprese nel corso della vita. Questo viaggio, fatto di ricordi, amicizie e esperienze imprenditoriali, dà forma a un ritratto completo che riflette non solo la sua identità come politico, ma anche come essere umano. È un’opera che, con questa profondità, potrebbe lasciare un segno duraturo.
Crosetto sembra aver intrecciato la sua esperienza personale e politica in un’opera che non solo racconta, ma ispira. La sua riflessione sul senso del fare politica e sulla missione civile è un invito a guardare al futuro con responsabilità, senza dimenticare le lezioni del passato. È un messaggio che risuona profondamente, soprattutto in un momento in cui il legame tra politica e comunità è più importante che mai.
Guido Crosetto è nato a Cuneo il 19 settembre 1963 da una famiglia di industriali piemontesi. Ha cominciato la sua attività politica fra i giovani della Democrazia cristiana e poi, dal Duemila, in Forza Italia. È stato fra i fondatori di Fratelli d’Italia. Attualmente ricopre l’incarico di ministro della Difesa del governo Meloni.
Dopo la morte del padre si è iscritto alla sezione giovanile della Democrazia cristiana. Qui ha ricoperto l’incarico di segretario regionale del movimento giovanile e di responsabile nazionale della formazione, dal 1984 al 1990. A soli 25 anni è diventato consigliere economico dell’allora presidente del Consiglio Giovanni Goria.
Dal 1990 al 2004 è stato sindaco di Marene, Comune in provincia di Cuneo. Nel 1999 è stato candidato alla presidenza della provincia di Cuneo, come indipendente, da Forza Italia. Nell’occasione è arrivato al ballottaggio contro il presidente uscente, candidato del centrosinistra, l’ex democristiano Giovanni Quaglia, ma non è stato eletto.
Ha mantenuto la carica di consigliere provinciale di Cuneo dal 1999 al 2009, ricoprendo l’incarico di capogruppo di Forza Italia, partito al quale si era iscritto nel Duemila. Ha inoltre presieduto la conferenza dei sindaci dell’Asl Savigliano-Saluzzo-Fossano dal 1993 al 1997.
Nel settembre 2014 Guido Crosetto ha lasciato l’impegno politico ed è stato nominato presidente della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza di Confindustria, ottenendo anche un importante ruolo in Leonardo.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si presenta al pubblico con il suo primo libro, *Storie di un ragazzo di provincia*, che è disponibile in libreria dal 11 marzo 2025, edito da Piemme.
Un libro che intreccia vita privata e carriera politica può offrire una prospettiva unica sulle motivazioni e i valori che guidano le decisioni di un leader.
Un messaggio potente e senza tempo. L’idea che la politica debba servire il bene comune è un principio fondamentale, ma spesso difficile da realizzare nella pratica. Crosetto sembra voler richiamare l’attenzione su valori che, se applicati, potrebbero davvero fare la differenza.
Crosetto sembra voler sottolineare che il vero servizio pubblico richiede un impegno che va oltre l’individualismo, un atto di responsabilità e dedizione verso il bene collettivo. È un ideale che, se perseguito, potrebbe trasformare il modo in cui le istituzioni operano.
Crosetto sembra incarnare l’idea di un leader che trae forza dalle sue radici e dalle esperienze vissute. Il suo pragmatismo e la sua enfasi sul dialogo lo distinguono in un panorama politico spesso polarizzato. È interessante vedere come i valori della sua terra d’origine abbiano plasmato il suo approccio alla politica come servizio alla comunità.
Sembra che Storie di un ragazzo di provincia sia molto più di un semplice racconto autobiografico; è un viaggio attraverso le esperienze che hanno formato Crosetto come uomo e politico. La sua capacità di intrecciare il personale con il collettivo, riflettendo sul ruolo della politica come missione civile, lo rende un’opera che potrebbe ispirare molti.
Crosetto sembra avere una vita ricca di esperienze personali e professionali che si intrecciano in modo significativo. La sua traiettoria, dalle radici a Cuneo fino al ruolo di ministro della Difesa, riflette un percorso di crescita e impegno costante. È interessante vedere come abbia iniziato nella Democrazia Cristiana e sia poi arrivato a fondare Fratelli d’Italia, mantenendo sempre un legame con i valori della sua terra e della sua famiglia.
Crosetto ha avuto una carriera davvero impressionante, con un impegno costante sia a livello locale che nazionale. Il suo ruolo come sindaco e consigliere provinciale dimostra il suo legame con il territorio, mentre la sua esperienza come relatore di maggioranza per la legge di Bilancio e presidente dell’Aiad evidenzia la sua capacità di affrontare questioni complesse a livello istituzionale e industriale. È un esempio di come un politico possa combinare radici locali con una visione nazionale e internazionale.
Crosetto sembra davvero voler condividere non solo la sua storia, ma anche una filosofia di vita e di politica che punta all’autenticità e al servizio. È raro trovare una narrazione che unisca così profondamente il personale e il collettivo, spingendo i lettori a riflettere su temi universali.
Crosetto sembra aver creato un’opera che non solo racconta la sua vita, ma invita a una riflessione profonda sul significato della politica e del servizio pubblico. La sua enfasi sul rispetto, sul dialogo e sul pragmatismo, radicata nei valori della sua terra, emerge come un messaggio universale. È un ritratto che unisce il personale e il collettivo, il passato e il futuro, offrendo una visione di politica come missione civile. Un approccio che potrebbe ispirare chiunque cerchi di migliorare il proprio presente e contribuire al destino della comunità.
Sembra davvero aver intrecciato la sua storia personale con una visione più ampia e universale della politica, trasformando la sua esperienza in un invito a riflettere sul ruolo e sulla responsabilità di chi si dedica al servizio pubblico. La sua capacità di bilanciare radici profonde e aspirazioni collettive lo rende un esempio di leadership che punta al bene comune. Un messaggio che, se accolto, potrebbe davvero lasciare un segno.
La sua visione della politica come servizio alla collettività, guidata da amore, serietà e sacrificio, è un richiamo potente a un ideale che spesso sembra lontano dalla realtà. È un invito a mettere da parte egoismi personali per abbracciare una missione più grande.
Questa riflessione di Crosetto è un richiamo potente all’essenza del servizio pubblico: un impegno che trascende l’individualismo per abbracciare una causa collettiva. È un ideale che richiede coraggio, sacrificio e una visione chiara di ciò che è veramente importante. Parole che ispirano e fanno riflettere.
Le pagine del libro di Crosetto sembrano offrire una narrazione davvero autentica e toccante, che si basa su un intreccio di radici familiari, legami con il territorio e lezioni apprese nel corso della vita. Questo viaggio, fatto di ricordi, amicizie e esperienze imprenditoriali, dà forma a un ritratto completo che riflette non solo la sua identità come politico, ma anche come essere umano. È un’opera che, con questa profondità, potrebbe lasciare un segno duraturo.
Crosetto sembra aver intrecciato la sua esperienza personale e politica in un’opera che non solo racconta, ma ispira. La sua riflessione sul senso del fare politica e sulla missione civile è un invito a guardare al futuro con responsabilità, senza dimenticare le lezioni del passato. È un messaggio che risuona profondamente, soprattutto in un momento in cui il legame tra politica e comunità è più importante che mai.